domenica 13 marzo 2011

Gli anziani stanno vincendo

Mi sento proprio come vogliono i nonni. Tutti tranne mio nonno a cui voglio bene. I nonni sono al potere, fingono di pensare al futuro dei giovani, emulano apprensione. I nonni hanno le redini dell'economia. Se lo tengano quel cavallo pazzo.

Non mi piacciono i cavalli; sono minacciosi, impazziscono ciclicamente, hanno poco cervello e sono tutto muscoli. Sono stupidi i cavalli.

Il 'cavallo economia' lo abbatterei molto volentieri. Forse sarebbe l'unico momento in cui mi lascerei prendere la mano dalle torture. Ma non confondiamolo con il problema dei vecchi. I vecchi sono un problema serio. Non tutti i vecchi. Solo quelli che non lasciano il loro posto, la poltrona, quelli che non smettono di guidare (come mio nonno) e prendono i mezzi pubblici. Quelli che vogliono morire tra le mura domestiche e che io invece sogno di vedere insieme in delle strutture sociali collettive dove potrebbero sorridere. Invece stanno chiusi in casa. Dove sono i fautori delle leggi dell'individualità tetra che l'ingoierà.

Sono i vecchi nonni che non mollano le poltrone, che stanno alle università ed insegnano cose di cui la ricerca non parla più da tempo. Fanno errori che nessuno in loro ha mai corretto. Magari balbettano.

Soprattutto i vecchi sono corrotti. Si corrotti. Hanno una vita passata di sensi di colpa. Di segreti, magari nascosti alle loro mogli. Di mazzette, di favori.

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